30 MAGGIO 2009/2 scusate l’interruzione…

di , 24 Aprile 2010 18:34

Continuo il racconto del giorno del nostro matrimonio, scusandomi per il ritardo. Eravamo rimasti nel punto in cui io e papà ci siamo avviati al portoncino per uscire di casa e incontrare il mio sposo che era appena arrivato con i suoi genitori. 

Facciamo tre passi e siamo già sul portoncino. _DSC1363Vedo il mio sposo sulla strada con i suoi genitori, che emozione! Io e papà scendiamo il gradino dell’uscio e sul tappeto rosso ci avviamo verso il cancelletto e i gradini di cotto. Lui ci viene incontro con un sorriso spaziale, mi porge il bouquet, mi da un bacio sulla guancia e si mette accanto a me al posto di papà. E qui partono le varie benedizioni, prima mamma e poi a turno le mie zie e la signora che abita di fronte e ci ha visto nascere, ci lanciano grano e petali di rosa e, dopo aver finito il grano, spaccano il piatto per terra. Il piatto deve sempre rompersi perciò il lancio deve essere deciso! Io e lui supersorridenti ed emozionati stiamo per un po’ sotto il fuoco dei fotografi e poi ci prepariamo per fare il corteo. Davanti io e papà, dietro di noi Stefano e sua madre, dietro di loro mamma con mio suocero a seguire i miei fratelli e così via. Da casa a alla chiesa ci 800 metri. Li facciamo con passo spedito, quando passiamo davanti al supermercato le signore escono a guardare. Ormai anche qui è raro vedere un corteo a piedi. Durante la passeggiata io e papà chiacchieriamo serenamente e Simona ci insegue per fare le sua bellissime fotografie. Poco prima di arrivare in chiesa ci viene incontro una signora che ci fa un’altra benedizione con un altro piatto da spaccare. Finalmente arriviamo sulla piazza e sul portone della chiesa ci aspetta il prete. Siamo in perfetto orario. Il prete aspetta che tutti siano radunati intorno a noi per fare un saluto e accoglierci finalmente dentro la chiesa. Entriamo e parte il quartetto d’archi, questo è il regalo di Graziella la mia carissima amica che è soprano. Suonano la marcia nuziale e io emozionatissima con lo sguardo vado a cercare proprio Graziella che mi aspetta vicino a suoi colleghi orchestrali pronta a cantare per noi, ci facciamo un grande sorriso e poi guardo davanti a me, verso l’altare. Arriviamo alle nostre sedie, papà torna indietro per sedersi nel primo banco con mamma e Stefano mi raggiunge. DSC_0063

Ci guardiamo intorno, ci diciamo qualcosa e poi ci sediamo. Intanto ci godiamo la marcia nuziale fino alla fine. Accanto a me ci sono i miei testimoni: le mie sorelle Monica e Claudia, Anna e mio fratello maggiore Giorgio. Che bei testimoni! testimoni

Accanto a Stefano i suoi testimoni: suo fratello Alberto e Luca suo migliore amico e marito di Monica. Appoggio il bouquet sul banchetto, l’ho voluto tutto colorato perché volevo che mi somigliasse.

Tlintlin! È la campanella che annuncia l’inizio della funzione. Parte il primo canto dalla voce celestiale di Graziella. Penso: si comincia! Ci guardiamo un’altra volta e poi guardiamo il prete. E così la messa ha inizio. Le letture le abbiamo affidate a Rosy e Umberto. Il prete comincia l’omelia. A un certo punto dice: un anno fa qui c’era monica, quest’anno c’è Valeria, magari l’anno prossimo qui ci sarà Claudia… vabbè.. non ti preoccupare di questo (pensiamo noi della mia famiglia) magari gli invitati hanno pensato: allora ci tocca anche l’anno prossimo? E poi si saranno chiesti: allora claudia si deve sposare….o sarà Giorgio? E poi tante belle parole bla bla bla.. Comunque quando finalmente finisce la predica comincia il rito. Il prete chiede di avere sull’altare la bambina che porterà il cuscino delle fedi. Isimaro ha in custodia i bambini di Anna perché lei essendo testimone non li poteva tenere. Così Isy prende la bambina le mette in mano il cuscinetto e la fionda sull’altare a fianco al prete. È il momento di leggere le intenzioni. Ci teniamo la mano destra e con un tanta emozione leggiamo le intenzioni.. Io Stefano prendo te Valeria ecc.. quando tocca a me, per non farmi tradire dall’emozione e magari piangere nel bel mezzo della lettura, prendo un bel respiro e poi leggo tutto d’un fiato. Nelle retrovie c’è un po di delusione perché si aspettavano che la mia voce si sarebbe almeno un tantino incrinata, giusto il tanto per farle scoppiare a piangere tutte come avevano fatto un anno prima per Monica. Io son soddisfatta perché ho retto all’emozione. È il momento della fede nuziale. Lui prende la mia mano sinistra, bianca e affusolata, dice la fatidica frase, bacia l’anello e lo infila nel mio dito anulare. Aiuto! Prendo un grosso respiro e sfilo la fede dal cuscinetto, prendo la sua grande mano, dico la frase più importante della mia vita, bacio l’anello e facendo molta attenzione a non farla cadere per l’emozione la infilo nel suo dito. Fatto. Siamo marito e moglie! DSC_0060

Il prete “sancisce la nostra unione” e chiede un applauso per noi. In quel momento mi giro a guardare i miei genitori e i miei suoceri con un sorriso grande così e in quel momento i miei occhi sono lucidi. Prima di sposarci Stefano mi aveva detto: guarda che se ti commuovi poi io scoppio a piangere eh? E io gli avevo detto: allora siamo messi bene.. Vediamo come va.. Ed è andata bene, non perché non volevo commuovermi ma perché una volta partite le mie lacrime non so dove sarebbero potute arrivare ? È il momento dell’offertorio, io porto la pisside e lui il calice. Facciamo la comunione, momento di raccoglimento sempre accompagnato da quella musica celestiale. Poi arriviamo alle fasi finali della cermonia e cominciamo a rilassarci.DSC_0059

 Firme sugli atti per gli sposi e sei testimoni. Lo so che 4 testimoni possono sembrare molti ma non volevo fare a meno di nessuno di loro e siccome il regolamento permette un massimo di 4 testimoni a testa io l’ho fatto. Poi partono gli auguri dentro la chiesa e le foto di rito sull’altare. Quando tutti sono fuori dalla chiesa ci prepariamo per uscire e ricevere la sparatoria di riso, caramelle e monetine! Pronti sulla guida rossa, partiamo ancora sulle note di violino, viola e violoncello.Copia di _DSC1560

Arriviamo al portone e riceviamo la benedizione di mamma e suocera che spaccano gli ultimi piatti sul sagrato e via con la pioggia di riso e le grida degli invitati. Viva gli sposi! Rimaniamo un po sotto il fuoco incrociato e coi bambini sui piedi a raccogliere monete e caramelle. Poi altri auguri e foto di gruppo. Si parte per fare il corteo fino al ristorante. Ed eccoci all’argomento automobile. L’anno scorso un nostro amico ci aveva messo a disposizione una bmw da favola per Monica. Quest’anno il nostro amico non è riuscito a fare altrettanto per impegni già presi. Così noi ci siamo detti: sai cosa facciamo? Rompiamo gli schemi e usiamo la Doblò arancione. Quando l’avevamo detto alla fioraia ci aveva detto: stai scherzando vero? Vabbè lei aveva capito che volevo usare una doblò furgonata, credo che sia l’unica che da queste parti non conosce la nostra macchina. Usare la nostra auto è stata una cosa audace e divertente. Così siamo saliti in macchina con Luca e Monica seduti davanti e abbiamo fatto il nostro corteo con gli sportelli aperti. _DSC1591

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Abbiamo riso tanto e poi siamo arrivati in ristorante. Per oggi basta così, mi preparo per uscire, ci vediamo presto, spero più presto di questa volta! Ciao!

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